{"id":3614,"date":"2015-10-16T18:55:38","date_gmt":"2015-10-16T18:55:38","guid":{"rendered":"https:\/\/bkpdefunts.smainternational.info\/?p=3614"},"modified":"2015-10-16T18:55:38","modified_gmt":"2015-10-16T18:55:38","slug":"brignone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/?p=3614","title":{"rendered":"Le P\u00e8re Gianfranco BRIGNONE"},"content":{"rendered":"<p style=\"background-color: #f5f7fa;\"><strong>Soci&eacute;t&eacute; des Missions Africaines &ndash; Province d&rsquo;Italie<\/strong><br \/><strong>Le P&egrave;re Gianfranco BRIGNONE<\/strong><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; color: #363636; font-size: 12px; line-height: 20px; height: 221px; width: 789px; background-color: #f5f7fa;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"margin: 0px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-3613\" src=\"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/BRIGNONE_Gianfranco.jpg\" alt=\"BRIGNONE Gianfranco\" width=\"113\" height=\"141\" \/><\/td>\n<td style=\"margin: 0px;\">\n<p>n&eacute; le 5 novembre 1945 &agrave; Millesimo (SV)<br \/>dans le dioc&egrave;se de Mondovi (Italie)<br \/>membre de la SMA 20 f&eacute;vrier 1971<br \/>pr&ecirc;tre le 21 novembre 1971<br \/>d&eacute;c&eacute;d&eacute; le 25 novembre 2004<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"margin: 0px;\">\n<p>1972-1978 Missionnaire en C&ocirc;te d&rsquo;Ivoire<br \/>Tankess&eacute; (Abengourou)<br \/>1978-1983 Feriole, animation missionnaire<br \/>1983-1988 Bitonto, animation missionnaire<br \/>1988-2000 Port-Bou&euml;t, C&ocirc;te d&rsquo;Ivoire<br \/>fondation de Radio Espoir<br \/>fondation du Centre Caritas<br \/>2001-2004 Rome, &eacute;conome g&eacute;n&eacute;ral<\/p>\n<p>d&eacute;c&eacute;d&eacute; le 25 novembre 2004 &agrave; G&ecirc;nes,&nbsp;<br \/>&agrave; l&rsquo;&acirc;ge de 59 ans<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Padre Gianfranco BRIGNONE (1945 2004)<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0Arriveremo domani, luned&igrave; 22 Novembre verso le ore 15, in ambulanza con un dottore: padre Gianfranco non sta bene.\u00a0\u00bb &Egrave; padre Angelo Besenzoni, il nostro provinciale, che telefona da Roma.<\/p>\n<p>Da una quindicina di giorni egli si trovava accanto a P. Gianfranco che aveva subito un intervento chirurgico all&rsquo;Ospedale San Camillo.<\/p>\n<p><b>L&rsquo;esperienza della debolezza<\/b><\/p>\n<p>Terminate le cure, l&rsquo;ospedale aveva dimesso il paziente, che aveva bisogno di un ambiente sereno e familiare per il periodo post operatorio. Da alcuni anni P. Gianfranco prestava servizio alla Casa Generale della SMA a Roma, brignone 01ma nella malattia aveva espresso il desiderio di ritrovare le sue radici, la sua famiglia missionaria di Genova.<\/p>\n<p>Nella sua comunit&agrave; P. Gianfranco rimane solo poco tempo. Dal suo arrivo intuisce che sono i suoi ultimi giorni: giorni pieni di pazienza e di serenit&agrave;. Ripete spesso che offre la sua sofferenza e la sua vita per i fratelli e la gente di Costa d&rsquo;Avorio.<\/p>\n<p>Dopo una vita improntata al dinamismo e ad un lavoro instancabile, il Signore gli chiede ora l&rsquo;esperienza dell&rsquo;umilt&agrave; e della debolezza.<\/p>\n<p><b>Radio Espoir<\/b><\/p>\n<p>Arriva P. G&eacute;rard Barbier da Lione, con il quale P. Gianfranco ha condiviso 12 anni di missione nella parrocchia Sant&rsquo;Anna di Port Bouet: qui ha creato la prima radio libera del Paese: \u00ab\u00a0Radio Espoir\u00a0\u00bb, uno strumento di formazione per i cristiani e di speranza per tutti.<\/p>\n<p>Nel 1990 si costituisce la prima \u00ab\u00a0famiglia di Radio Espoir\u00a0\u00bb. Cos&igrave; si esprimeva P. Gianfranco: \u00ab\u00a0Vogliamo essere una presenza cristiana clic penetra nelle famiglie. La nostra radio vuole dare la parola a numerosi cristiani, permettendo di diffondere la loro testimonianza.<\/p>\n<p>Non dobbiamo fermarci alla nostra produzione, ma rimanere aperti al loro apporto e suscitarlo continuamente: questa radio vuole essere ecumenica e rispettosa di tutte le denominazioni confessionali.&rdquo;<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0Non fu sempre facile, ma nel cammino di formazione personale abbiamo volutamente cercato di sviluppare lo spirito di servizio, la disponibilit&agrave; ad offrire il proprio tempo e una compassione attiva nei confronti di chi vive nella povert&agrave;, nella sofferenza e spesso nella solitudine.<\/p>\n<p>Ho dedicato tempo ed energie per trovare giovani e adulti, uomini e donne che portassero nel loro cuore questa sensibilit&agrave; apostolica e che non esitassero ad agire per primi, senza esigere o aspettare che gli altri facciano allo stesso modo e senza cedere all&rsquo;istinto della gelosia e della concorrenza\u00a0\u00bb.<\/p>\n<p><b>Attenzione ai pi&ugrave; poveri e ai pi&ugrave; deboli<\/b><\/p>\n<p>brignoneAccanto a Radio Espoir &egrave; nato poi un Centro Sociale, il centro della Caritas. Poco alla volta il Centro si &egrave; trasformato in ospedale con diversi reparti e servizi rivolti alle fasce pi&ugrave; povere: oftalmologia, gabinetto dentistico, radiologia e ecografia, laboratorio di analisi, un reparto di pediatria e una sezione per la rieducazione degli handicappati. Il suo ultimo sogno: potenziare l&rsquo;ospedale e dotarlo di una sala operatoria.<\/p>\n<p><b>Lasciando la Costa d&rsquo;Avorio<\/b><\/p>\n<p>\u00ab\u00a0Ho lasciato la Costa d&rsquo;Avorio il mese di giugno 2001 e sono rientrato in Italia per restarci qualche anno. La comunit&agrave; mi ha chiesto di rendermi disponibile per un incarico d&rsquo;amministrazione nella casa SMA di Roma. Non fu facile lasciare Port-Bouet. Il cambiamento provoca sempre sofferenza&rdquo;.<\/p>\n<p>&ldquo;&Egrave; un aspetto della mia vita che, con il passare degli anni, diventa sempre pi&ugrave; arduo da sopportare: si ha come l&rsquo;impressione che bruscamente progetti e sentimenti siano strappati via, che la vita finisca e che non ci siano alternative. Il Signore mi ha, infatti, concesso di vivere un&rsquo;esperienza intensa e ricca di sviluppi profondamente umani, da cui diventa difficile staccarsi.&rdquo;<\/p>\n<p>&ldquo;Ho avuto bisogno di calma per dare al mio spirito il tempo di capire ci&ograve; che Ges&ugrave; diceva prima di lasciare i discepoli: &egrave; meglio per voi che io parta. &Egrave; mio profondo desiderio che questa partenza diventi anche per me un rimettere nelle mani del Signore la missione ricevuta.&rdquo;<\/p>\n<p>&ldquo;Prego perch&eacute; i sentimenti profondi che ho condiviso con la gente di Port Bouet possano diventare un amore che impara a guardare da lontano, e che si fa compagno nella discrezione del silenzio, e con la gioia nel cuore di veder crescere ci&ograve; che si &egrave; amato\u00a0\u00bb.<\/p>\n<p>Muore il 25 novembre 2004, a 59 anni.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Alto, sorridente, autorevole.<br \/>Quest&rsquo;uomo si par&ograve; davanti al nostro cammino in uno dei giorni del 1983.<br \/>Era Padre Gianfranco Brignone, missionario della S.M.A., Societ&agrave; Missioni Africane. Veniva da Millesimo, un piccolo paese del Savonese stretto tra la montagna e la Bormida, uno di quei fiumi che si snocciolano a memoria sul libri di scuola e che mai pensi di andare a vedere.<br \/>Era arrivato in Puglia in uno dei suoi viaggi di animazione missionaria alla ricerca di contatti utili per la vocazione.<\/p>\n<p>Mons. Magrassi, allora Vescovo di Bitonto, e il suo Ausiliario, Mons. Padovano, lo accolsero con entusiasmo, ospitandolo nella Casa del Clero in Vescovado.<br \/>Lo incontrammo nella Chiesa di Santa Maria la Porta dove teneva un incontro. <br \/>Ci incurios&igrave; il suo modo di parlare, lucido, sereno, sintetico.<br \/>Traspariva dalla sua figura una grande capacit&agrave; di Fede e una predisposizione all&rsquo;agire. Noi cercavamo questo e lo seguimmo insieme ad altri.<br \/>In poco tempo divenne una guida per tutti noi, un &ldquo;Padre&rdquo; che parlava di Missione lontana ma anche di quella vicina, proprio dietro casa tua.<br \/>Qualche mese dopo con altri giovani cominciammo a svolgere un&rsquo;opera un&rsquo;opera di Volontariato a favore di bambini devianti del borgo antico : era nata la Comunit&agrave; d&rsquo;Accoglienza.<\/p>\n<p>Mons. Padovano autorizz&ograve; il gruppo ad usare per quell&rsquo;attivit&agrave; alcuni locali della Chiesa di Santa Teresa (allora un rudere umido, non certo bella come oggi) e, qualche anno pi&ugrave; tardi, i locali dell&rsquo;ex Seminario Vescovile. L&igrave; incontravamo i nostri bambini, anime in et&agrave; scolare e con loro facevamo una cosa molto semplice : studiare e giocare tutti i giorni, ogni pomeriggio.<br \/>Nel contempo per&ograve; Gianfranco cercava altro; aveva capito che la nostra terra era molto fertile per l&rsquo;animazione.<br \/>Cercava un luogo dove poter realizzare un Centro di Animazione Missionaria.<br \/>Ne parl&ograve; a Mons.Magrassi, che gli indic&ograve; un probabile donatore.<br \/>Era l&rsquo;avvocato Ranieri.<br \/>Lo incontr&ograve; e lui fu subito entusiasta di fare una donazione nei confronti della sua opera.<br \/>I coniugi Ranieri avevano infatti nel loro cuore una ferita profonda: la morte del loro figlio avvenuta in tenera et&agrave; e volevano, in qualche modo, legare al tempo della storia il suo nome, renderlo eterno, anche dopo di loro.<br \/>Gli proposero la donazione di un grosso caseggiato in Palombaio e di un altro in contrada Tauro.<br \/>Andammo a vedere il primo: sembrava un Seminario adattissimo allo scopo. <br \/>Ma, cercando cercando, scoprimmo una crepa che dalle fondamenta si inerpicava feroce lungo tutto il primo e il secondo piano.<br \/>Man mano che la crepa saliva, una stilettata colpiva al cuore Gianfranco,<br \/>&ldquo;No! Troppo ardita l&rsquo;opera, troppo costoso il recupero&rdquo;.<br \/>Ripiegammo su contrada Tauro.<br \/>L&igrave; c&rsquo;era una villa di campagna molto antica. Piccola, bella, ma da ristrutturare e certamente da ampliare.<\/p>\n<p>Gianfranco la guard&ograve; pi&ugrave; volte e, unico tra tutti noi, ci intravide la sua S.M.A.<br \/>Decise di s&igrave; e dopo tanto tempo ottenne la donazione.<br \/>Intanto un numero sempre crescente di persone lo conosceva e lo frequentava apprezzandone le doti di equilibrio e di tenacia e la sua grande fede.<br \/>Nella scuola elementare, quando si presentava ai bambini per parlare delle missioni, esordiva sempre con un canto africano &ldquo;Aram Sam Sam&rdquo; che in poco tempo fu conosciuto da tanti bambini di quel tempo.<br \/>Ma l&rsquo;impegno pi&ugrave; grosso era la Casa di animazione e soprattutto come fare per ristrutturarla.<br \/>Ci coinvolse in questo progetto, ci propose un aiuto da dargli, in cambio dell&rsquo;esperienza pura dell&rsquo;amicizia dell&rsquo;incontro, dello stare insieme.<br \/>Nell&rsquo;84 cominciammo. Era il giorno della Pasquetta quando entrammo nella villetta.<br \/>Cominciammo a tirar via le erbacce a mani nude, a bruciare le carcasse dei cani, a tirar via le auto lasciate l&igrave; dopo qualche furto.<br \/>E lui era l&igrave;, ci guidava lavorando sodo, esperto com&rsquo;era di molte cose.<br \/>Cominci&ograve; per noi un periodo bellissimo, lungo e giocoso: durante il periodo scolastico seguivamo i bambini nella Comunit&agrave; d&rsquo;Accoglienza e d&rsquo;estate ci trasferivamo a Palombaio per lavorare alla ristrutturazione della casa. Da altri paesi del Nord si univano a noi giovani conosciuti da Gianfranco che condividevano anche loro questa esperienza.<br \/>In cambio ricevevamo un piatto di minestra, l&rsquo;amicizia, la comunione d&rsquo;intenti, la celebrazione dell&rsquo;Eucarestia sul terrazzo al tramonto quando al termine di una giornata di lavoro ringraziavamo Dio di tutto quello che ci aveva dato.<br \/>Gianfranco non aveva solo noi, ma tante persone che lo aiutavano in modi diversi, condividendone i bisogni, donavano il proprio tempo o la propria competenza professionale, anche somme di danaro per un unico fine comune.<br \/>E lui non era mai stanco, era infaticabile.<br \/>Aveva una parola per tutti ed era capace di entrare in relazione con il povero e con il ricco, con il dotto e con il semplice, con i diversamente abili dei quali aveva una grande attenzione e cura della loro normalit&agrave;.<\/p>\n<p>Dopo tanti mesi di lavoro volontario e con il contributo di molti, finalmente la Casa di Animazione Missionaria Sma di Palombaio apr&igrave; i battenti ufficialmente.<br \/>Ricordo ancora la gioia di tutti, di Mons.Magrassi, ma soprattutto di Gianfranco.<br \/>La casa divenne subito un grosso polo di attivit&agrave; per le missioni: Gianfranco fu affiancato da Padre Carmine Carminati e da Padre Vito Girotto.<br \/>I tre si completavano perfettamente.<br \/>A loro si aggiunse Suor Saveria, dapprima, e poi Suor Bruna, Suor Giordana e Suor Sebastiana. Cominciavano ad avere corpo le varie iniziative, i primi campi missionari.<br \/>Ma la cosa importante era la presenza testimoniante di missionari in terra nostra.<br \/>Qualsiasi persona che si affacciava alla Sma, riceveva accoglienza da parte dei Padri e delle Suore, una buona parola , un sorriso, un consiglio utile per la vita.<br \/>Il tempo passava e arrivammo all&rsquo;88.<br \/>Per noi fu molto doloroso sapere che Padre Gianfranco sarebbe ritornato in Africa ad Abidjan,Costa d&rsquo;Avorio. Ma l&rsquo;Africa per lui era la vocazione primaria.<br \/>Lo lasciammo in agosto di quell&rsquo;anno durate il campo per i bambini della Comunit&agrave; d&rsquo;Accoglienza che avevamo organizzato a Riccia.<br \/>Se ne part&igrave; da noi, non senza commozione, sulle ali del canto &ldquo;Nuova terra nascer&agrave; &ldquo;.<br \/>Ad Abidjan si sarebbe messo subito al lavoro: avrebbe realizzato RADIO Espoir, la prima radio cattolica della Costa d&rsquo;Avorio,capace di imporsi alla radio governativa con un segnale percepibile per tutta Abidjan (4 milioni di persone) e oltre fino a una distanza di 70 Km, usando una tecnologia e una organizzazione senza precedenti.<br \/>Oltre a ci&ograve; organizzava la Caritas e provvedeva alla costruzione di un ospedale per i pi&ugrave; poveri con diversi reparti: oftalmologia, cabinetto dentistico, radiologia ed ecografia, laboratorio di analisi, un reparto di pediatria e una sezione per la rieducazione delle persone diversamente abili. Il suo sogno era quello di potenziare questo ospedale con una sala operatoria che peraltro stava per ottenere dal Policlinico Gemelli di Roma.<br \/>Tutto questo era creato da Padre Gianfranco con grande intelligenza, organizzazione e senso pragmatico che lo portavano in prima persona a fare, forte di una grande conoscenza delle cose in tutti i campi. Coinvolgeva in quest&rsquo;opera tutti i suoi amici e i benefattori della Sma.<br \/>Ricordiamo che un anno venne in Italia e riusc&igrave; a riempire dei container, depositati nel porto di Genova, con apparecchiature sanitarie necessarie ad Abidjan. Quei container sarebbero arrivati poi a Port Bouet via nave qualche mese dopo.<\/p>\n<p>Alla Sma gli anni, intanto, passavano e la fiamma iniziale a poco a poco si spegneva. I diversi padri succedutisi, per tanti motivi anche legati al calo delle vocazioni, non riusciranno pi&ugrave; a rinvigorire quell&rsquo;animazione che decadde fino a terminare qualche anno dopo.<\/p>\n<p>E cos&igrave; nel 1998 casa fu ceduta ai Padri Stimmatini.<br \/>La notizia fu presa con accettazione da Gianfranco che si trovava in terra d&rsquo;Africa e da noi con molta rabbia.<br \/>&ldquo;Perch&eacute; non ci hanno consultato ? ci chiedevamo. Forse avremmo potuto dare una mano come laici&rdquo;. Quello che rimaneva per&ograve;, indistruttibile, era l&rsquo;amicizia con lui.<br \/>Lo seguivamo passo passo : Abidjan, Port Bouet, Irlanda, Roma.<br \/>Fino all&rsquo;8 agosto di quest&rsquo;anno.<\/p>\n<p>Tornando da Firenze abbiamo l&rsquo;intuizione felice di andarlo a trovare a Roma dove alla Sma lui era Economo generale da qualche anno.<br \/>Lo troviamo bello e pimpante come sempre. Mangiamo con lui.<br \/>Sarebbe andato da l&igrave; a qualche giorno in ferie in montagna per riposarsi un po&rsquo;.<br \/>A settembre per&ograve; comincia una febbre persistente.<br \/>Ci preoccupiamo, gli telefoniamo continuamente.<br \/>La febbre non cala, &egrave; molto aggressiva.<br \/>Poi il ricovero, una diagnosi infausta, l&rsquo;operazione.<br \/>Gli facciamo visita il 24 ottobre al San Camillo di Roma.<br \/>Scuote la testa nel vederci : &ldquo;Siete venuti fin qui. E i bambini?&rdquo;<br \/>Possiamo stare con lui solo un&rsquo;ora.<br \/>Non ci piace il suo aspetto. Andiamo via.<br \/>La situazione precipita.<br \/>I Contatti telefonici si diradano. Non riesce a parlare.<br \/>Esce dall&rsquo;ospedale e dopo qualche giorno viene trasferito alla Sma di Genova.<br \/>E&rsquo; molto grave. Poi una telefonata ci avverte: &ldquo;Venite&hellip;E&rsquo; l&rsquo;ora&rdquo;.<br \/>Partiamo la sera del 24 novembre.<br \/>Al mattino del 25, alle ore 7.00, in treno ci giunge la notizia: &egrave; morto.<br \/>Guardiamo il cielo dal finestrino del treno.<br \/>Non ci crediamo ? Non &egrave; possibile ?<br \/>Dopo qualche ora arriviamo alla Sma di Genova.<\/p>\n<p>Hanno composto la salma in una stanza al piano terra. Non sembra lui. E&rsquo; vestito da sacerdote. I capelli lunghi e bianchissimi, il fisico distrutto ma bello nell&rsquo;ora della morte. Accanto c&rsquo;&egrave; il cero della Resurrezione: la fiamma &egrave; molto vivida.<br \/>Non ci sembra vero. Non ci crediamo.<br \/>Lo tocchiamo: &egrave; Gianfranco; &egrave; qui.<br \/>Siamo sbalorditi.<br \/>Saliamo nella sua stanza:<br \/>C&rsquo;&egrave; la sua giacca con il distintivo Sma, le sue borse da viaggio, un mare di medicinali, il letto della fine.<br \/>Cerchiamo Gianfranco qui, in questi segni che sembrano appartenere a un lontanissimo passato.<br \/>E affiorano i ricordi, le sue parole, i suoi sermoni, la sua andatura, la capacit&agrave; di sintesi al termine degli incontri comunitari, la sua testardaggine, il senso pragmatico, la sua fede.<br \/>Rivediamo in un flashback feroce le stanze che ha abitato: quella della Casa del Clero a Bitonto, quella della Sma a Palombaio, quella di Radio Espoir, quella dei campi estivi con i bambini a Pretoro e Riccia, quella di casa sua a Millesimo, quella di Roma del suo studio da economo.<br \/>Questa &egrave; l&rsquo;ultima, la pi&ugrave; brutta, la pi&ugrave; vuota, purtroppo la pi&ugrave; vera.<br \/>E&rsquo; come un turbine di vento.<br \/>Scendendo incontriamo Padre Carmine: lo conosceva sin da ragazzo e poi ne &egrave; diventato il superiore. Ci dice: &ldquo;Non soffro pi&ugrave; per lui. Sono contento perch&eacute; sono certo che ora &egrave; in Paradiso&rdquo;.<br \/>Chiudiamo gli occhi e guardiamo dall&rsquo;alto della collina il mare di Genova: il mare da dove partirono i sogni dei navigatori del passato.<br \/>C&rsquo;&egrave; una luce rosa sulle onde.<br \/>Giriamo le spalle con gli occhi lucidi di pianto.<br \/>E&rsquo; ora di partire : Ciao Gianfra&rsquo;&hellip;.<br \/> Maria Grazia e Carmelo<\/p>\n<p>Bitonto, 26 novembre 2004<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soci&eacute;t&eacute; des Missions Africaines &ndash; Province d&rsquo;ItalieLe P&egrave;re Gianfranco BRIGNONE n&eacute; le 5 novembre 1945 &agrave; Millesimo (SV)dans le dioc&egrave;se de Mondovi (Italie)membre de la SMA 20 f&eacute;vrier 1971pr&ecirc;tre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3613,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-3614","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-necrologe-sma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3614"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3614\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.defunts.smainternational.site\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}