Société des Missions Africaines –Province d’Italie
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Né le 12 juillet 1934 à Bergame (I) Ordonné prêtre le 31/05/1958 Associé à la SMA 28/05/1971 Membre de la SMA le 09/08/1974 1946-1958 Etudes : Séminaire de Bergame (I) 1958-1971 Vicaire à Cenate Sotto e Terno d’Isola 1971-1977 Curé à Tanda (Abengourou) (RCI) 1977-1978 Recyclage chez les Focolarini – Frascati (Rome) 1978-1985 Directeur Spirituel à Genova et actif dans la Caritas pour l’accueil des migrants (I) 1985-1990 Curé de Tanda ( Bondoukou) (RCI) 1990-1995 Curé de Bouna (Bondoukou) (RCI) 1995 Administrateur Diocésain de Bondoukou (RCI) 1995-2001 Supérieur Provincial en Italie 2002-2007 Curé de Tabou et Grabo (San Pedro) (RCI) 2007-2010 Supérieur Régional en Côte d’Ivoire 2011-2015 Pastorale des Migrants et Prisonniers à Gênes (I) 2015-2018 Réside à la Paroisse sma de S. Maria di Castello à Gênes (I) 2018-2021 Retiré à la SMA puis chez « Don Orione » – Genova Quarto Décédé après longue maladie à la Maison de Repos « Don Orione » à Genova-Quarto le dimanche 2 mai 2021 à l’âge de 86 ans. La cérémonie des obsèques a été célébrée le mardi 4 mai 2021 à 10 heures et à 16H00 dans son village de Verdello (Bergamo)
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Arcidiocesi di Genova – È deceduto domenica 2 maggio all’età di 86 anni P. Gerardo Bottarlini S.M.A., Canonico delle Vigne, al servizio della Migrantes e della pastorale dei carcerati.
Gerardo Bottarlini era nato il 12 luglio 1934 a Verdello (BG); compì dal 1946 al 1958 gli Studi nel Seminario di Bergamo. Fu ordinato sacerdote a Bergamo il 31 maggio 1958.
Dal 1958 al 1971 Vicario parrocchiale a Cenate Sotto e Terno d’Isola in provincia di Bergamo. Associato alla S.M.A. (Società delle Missioni Africane) il 28 maggio 1971, ne divenne membro il 9/08/1974.
Come missionario esercitò il suo primo ministero dal 1971 al 1977 come Parroco a Tanda (dioc. Abengourou – Costa d’Avorio). Dopo un anno sabbatico dal 1977 al 1978 presso la sede del Movimento dei Focolari (Roma), riprese il suo ministero attivo che lo vide: Direttore spirituale nella Casa S.M.A. di Genova dal 1978 al 1985; dal 1985 al 1990 di nuovo Parroco a Tanda; dal 1990 al 1995 Parroco di Bouna (dioc. Bondoukou – Costa d’Avorio); nel 1995 fu nominato Amministratore diocesano di Bondoukou; dal 1995 al 2001 fu eletto Superiore della Provincia Italiana della S.M.A.; dal 2002 al 2007 divenne Parroco di Tabou e Grabo (dioc. San Pedro – Costa d’Avorio); dal 2007 al 2010 fu mandato Superiore della Regione S.M.A di Costa d’Avorio; nel 2011 fu nominato Canonico della Basilica delle Vigne in Genova e si dedicò al servizio della Migrantes e della Pastorale dei carcerati a Genova fino al 2015.
Dal 2015 al 2019 risiedette nella Parrocchia di Santa Maria di Castello in Genova, affidata ai Padri S.M.A. Nel 2019 fu trasferito nella casa della S.M.A. di Genova e, ultimamente, alla R.S.A. Don Orione di Genova Quarto dove è deceduto, dopo lunga malattia, il 2 maggio 2021 all’età di 86 anni.
La sua comunità ha pregato per lui con la recita del Santo Rosario la sera di lunedì 3 maggio nella chiesa di Santa Maria di Castello e di Santa Maria della Castagna di Quarto. Il funerale è stato celebrato dal Vescovo ausiliare Mons. Nicolò Anselmi martedì 4 maggio nella chiesa Santa Maria della Castagna.
P. Giovanni Benetti
SMA – Società delle Missioni Africane
P. Gerardo, uomo della carità e della fratellanza. Il ricordo di p. André N’Koi
È con grande emozione che ho appreso la notizia della morte di p. Gerardo. Nel 2005, quando lo incontrai per la prima volta a Tabou, nell’estremo sud-ovest della Costa d’Avorio, per diventare il suo vice-parroco, aveva 71 anni. Come è di usanza in Africa, noi lo chiamavamo “le vieux”, il vecchio.
« Vecchio » è una parola molto affettuosa che porta con sé tutto il suo significato, perché p. Gerardo era uomo di comunione, e molto paterno verso tutti. Ha guidato i miei primi passi di missionario SMA nel paese del popolo Krumen, attaccato alla sua identità ma curioso di accogliere la novità.
Avrei voluto essere presente al funerale, ma le attuali condizioni sanitarie me l’hanno impedito. Lo voglio ricordare con questo piccolo scritto.
Degli anni passati con p. Gerardo, conservo tre ricordi.
Anzitutto la missione itinerante: la visita alle comunità dei villaggi era la sua priorità. Sia nella parrocchia di Tabou (che conta 53 villaggi) come in quella di Grabo (72 villaggi), i giorni feriali erano dedicati alla visita dei villaggi, intere settimane dedicate a sentire l’odore delle pecore. A volte marciavamo a piedi su sentieri tortuosi attraverso villaggi e fattorie per andare ad incontrare i fedeli e ascoltare le loro necessità.
Poi ricordo il suo senso della carità verso tutti. Ricorderò sempre il suo modo di accogliere i cristiani alla canonica dopo le messe quotidiane. Ciascuno portava il suo grosso problema da sottomettergli. E poi l’accoglienza dei profughi liberiani.
O quel giorno del 2006 , quando siamo andati alla fattoria Yao, in piena foresta, dopo che c’era stato un attacco dei guerriglieri in una piantagione di cacao.
Ci siamo trasformati in personale di ambulanza per trasportare i feriti agli ospedali Tabou e di San Pedro, e portare in salvo alla nostra missione di Tabou i bambini e le donne scampate al massacro.
La Provvidenza ci ha permesso di ospitare per tre mesi un centinaio di sfollati, in maggioranza bambini orfani e vedove. Ricordo anche quei malati che incontravamo nei villaggi e che trasportavamo all’ospedale di Tabou. Erano tutti curati a spese della missione.
Con lui, ho imparato che non si deve mai calcolare il tempo, quando si tratta di fare il bene e salvare una vita.
Terzo ricordo: la fratellanza. Con p. Gerardo si viveva la “Fratelli Tutti” prima che la scrivesse papa Francesco. Una fratellanza senza frontiere. Quando doveva limitare un po’ il mio entusiasmo di giovane pastore, gli capitava di alzare un po’ la voce, ma sempre nel rispetto del fratello.
Il più delle volte, durante la preghiera dell’Ora Media o dei Vesperi, chiedeva perdono. Quando ha dovuto prendere delle decisioni difficili per la parrocchia, andava ad incontrare tutte le persone coinvolte. Molto spesso, contro la sua opinione, si metteva dal lato della maggioranza, anche quando non era molto razionale. Ha preferito soffrire piuttosto che far soffrire.
Nella comunità cristiana cercava sempre l’equilibrio. La convivialità era il suo motto. Diceva: “Una comunità in cui si ride e ci si diverte, in cui si mangia bene secondo i gusti di ciascuno, è questo il paradiso!”. È da lui che ho imparato che la fraternità si coltiva, e si cura. Ma essa può avere un costo!
Quando nel 2019 l’ho incontrato a Santa Maria di Castello, mi ha posto questa domanda: “Verrai al mio funerale?” Ho risposto: “Cosa ne sai! Potresti essere tu a venire a mio!” Abbiamo poi concluso che colui il primo a morire avrebbe avuto la visita dell’altro al suo funerale. Ma non potevamo fare i conti allora con il covid!
Vorrei che trasmetteste le condoglianze mie e dei confratelli della provincia SMA di Strasburgo alla famiglia di p. Gerardo e tutti i confratelli della provincia italiana. Dio, che p. Gerardo ha servito con gioia, lo accolga nel suo regno.
P. André N’Koi,
Superiore della Provincia SMA di Strasburgo
OMAGGIO AL PADRE GERARDO: « l’uomo che testimoniava il fuoco dell’amore di Dio ».
Ci sono dei preti il cui nome evoca improvvisamente grandi ricordi nelle persone che hanno avuto la grazia di incontrarli nella loro vita. Padre Gerardo fa sicuramente parte di questa categoria.
Ho conosciuto padre Gerardo negli anni ’90. Era il parroco della parrocchia di San Andrea Kaggwa a Bouna. Come primo e unico seminarista della parrocchia, mi ha letteralmente preso sotto la sua ala sia come sacerdote missionario che come sacerdote del Focolare. Ognuna di queste due dimensioni illuminava visibilmente la sua intera vita di sacerdote di Gesù Cristo.
In questo contesto, lo spirito di benevolenza sembrava incarnarsi in Gerardo; l’attenzione per l’altro (chiunque fosse e da dove venisse) era la sua linea guida. Questo si manifestava con una grande capacità di ascolto: a qualsiasi ora, indipendentemente dal suo livello di stanchezza, dalla densità del suo programma, trovava sempre tempo per chi cercava di incontrarlo.
In sintesi, il modo di pensare, parlare e agire di padre Gerardo era la concretizzazione di Matteo 25, 31-45. In questo senso, il servizio ai più deboli, ai più poveri, era per lui una priorità e non una opzione: si sentiva nel suo silenzio, si sentiva nella sua voce, si vedeva nel suo comportamento.
Con questo missionario il cui cuore era una vera fornace d’amore, si comprendeva meglio cosa significa veramente « amare in azioni e in verità ». Con lui ho capito che, senza appartenere necessariamente al gruppo, ogni sacerdote dovrebbe ambire ad essere un vero focolare, cioè « un fuoco di amore divino ».
Ora che padre Gerardo è morto, con le persone che lo hanno conosciuto e amato, avrei tanto voluto sfilare davanti ai decisionisti della Chiesa gridando a squarciagola: SANCTO SUBITO! Anche se, un giorno, non lo sarà solennemente, padre Gerardo rimarrà per sempre nel mio cuore come un santo che alcuni definirebbero anonimo e che io identifico come un santo della vita quotidiana: colui con cui ho bevuto tchapalo (bevanda locale), ho mangiato kabato (un pasto locale); con cui ho dormito più volte in una capanna di paglia, su una stuoia; colui con cui ho condiviso un pezzo di strada di santità attraverso fatti e gesti che scandiscono la vita di tutti i giorni.
Padre Gerardo diventa un beato, un santo che non esiterò a invocare in caso di bisogno; un esempio da seguire sicuramente. Possa riposare nella Pace del suo Signore che ha servito con grande zelo e amore. Che la sua partecipazione alle numerose Mariapoli terrene gli apra la porta della Mariapoli celeste ed eterna; quella che sognava chiaramente e per la quale si è dato i mezzi per raggiungere attraverso i « piccoli nulla » della vita.
AMEN. TUTTO È GRAZIA!
Padre Laurent Kambou, diocesi di Bondoukou, parrocchia di Bouna.

